Sono tutto in DOCG
Tutto nasce da uva Moscato bianco, antica varietà originaria del bacino orientale del Mediterraneo. Catone descriveva queste uve come Apiciae, Columella e Plinio le definivano Apianae. Erano così chiamate in quanto uve preferite dalle api.
L’origine di questo vino va indietro nel tempo. Negli statuti di La Morra (CN) si parla di moscatellum nel 1511. Il duca di Mantova ottant’anni più tardi ne richiede delle piante da mettere a dimora nella zona di Santo Stefano Belbo (CN). Da qui in poi è stato un susseguirsi di successi più o meno entusiasmanti.
Sta di fatto che si tratta non solo di un vino aromatico, dolce e di bassa alcolicità. Sa essere il complemento, il legante di momenti dalle grandi soddisfazioni non solo al tavolo ma anche nei periodi di relax, magari solo tu e lui in un attimo tutto vostro, assaporando ed entrando in un connubio tra terra, vitigno e opera dell’uomo.
Camminando tra i filari di Moscato nel momento della fioritura, vieni inebriato da un profumo ammantante e senza uguali, una fusione di fragranze floreali, di mandorla e arancio. Ti trovi in zona collinare dove prevalgono marne bianche ricche di calcare, in alcuni casi sfumate di grigio, inframezzate da banchi di sabbia e arenaria di natura diversa. Sei nelle colline alla destra orografica del fiume Tanaro (Langhe e Alto Monferrato) di origine marina.
Qui nascono i Moscati più fini ed eleganti, che mantengono intatto l’aroma tipico dell’uva e la dolcezza si fonde con la freschezza senza mai essere stucchevole, sono dotati di carattere straordinario.
Il valzer dei profumi che escono dal bicchiere possono ricordare i fiori d’acacia, il glicine, l’arancio, il miele, la salvia, i fiori di sambuco e tanto altro ancora. Tutto questo panorama olfattivo aromatico è complesso grazie alla presenza di terpeni, composti aromatici volatili che influenzano fortemente l’aroma del vino, sono composti chimici presenti naturalmente nelle uve, in particolare nella buccia.
Questa mattina mi trovo a Coazzolo, scendo verso Castiglione Tinella, è metà ottobre, il foliage è qualcosa di spettacolare: le foglie di colore giallo, arancione, verde, marrone chiaro, rosso intenso, ce n’è per tutti gusti. Sembra la tavolozza dei colori di un pittore ordinato.

Mi trovo immerso in una tranquillità alla quale non sono più abituato. Solo qualche contadino che sistema i filari, rari trattori a supporto di una comodità moderna. Tutto avvolto da una leggerissima bruma, tutto sembra surreale.
Intanto, attraverso la Valle Bera sempre più affascinato dal silenzioso ambiente circostante, sto percorrendo la stessa strada che anni or sono percorse Mario Soldati mentre andava alla Caudrina, grande estimatore di questo vino a tal punto da non relegarlo alla classica pasticceria secca o lievitata che tutti conosciamo.
Nel suo libro Vino al Vino, a pagina 672/673 scrive:
“…lo preferisco con il salame crudo e con lo spezzatino di coniglio con le carote, in barba alle regole degli abbinamenti.”
Provare per credere.

E così, arrivo all’azienda agricola La Caudrina.

A darmi il primo saluto, Spritz, un piccolo e agitato cagnolino che subito ti fa capire che qui comanda anche lui.

L’azienda è gestita dalla famiglia Dogliotti, moscatisti da sempre. Tutto iniziò da Redento Dogliotti negli anni ’40 del ’900 in questa splendida cornice tra Langhe e Monferrato Astigiano. Passerà la mano al figlio Romano negli anni ’70 che incomincia ad imbottigliare i suoi vini fino ad allora sempre venduti sfusi.

In quel periodo nasce il Moscato d’Asti La Caudrina, la cui richiesta sempre più crescente ne ha poi decretato la fama che merita.
Sull’onda di questo successo Romano dà vita ad un altro “Cru” di Moscato d’Asti, “La Galeisa”, che vide la luce nel 1989 diventando il suo nuovo motivo di orgoglio.

A seguire, nel 1993, nasce l’Asti Spumante “La Selvatica”, che si veste dell’etichetta donata dal mitico grappaiolo Romano Levi.

Il primo mercato dell’imbottigliato lo hanno avuto nella vicina Liguria, poi, piano piano, in tutta la penisola, oggi in molti paesi stranieri, a testimonianza di un lavoro di grande qualità che li ha portati ad essere punto di riferimentoin questo mondo, grazie al lavoro portato avanti anche dai tre figli di Romano — Alessandro, Sergio e Marco — nonché dalla signora Bruna, la mamma, “mamma” anche di Spritz.
Sul piazzale della cantina, ad attendere c’è anche un signore che inizialmente è parso dall’aria poco raccomandabile, forse a causa di una bandana stile piratesco che porta, si è rivelato poi personaggio di spirito, competente e molto serio.
Assieme iniziamo la degustazione dei moscati guidata da Marco.
Da prima La Selvatica,

un Asti Spumante di livello qualitativo elevato, nulla ha a che vedere con i miei ricordi di quello spumante che trovavi, o forse trovi ancora, legato magari ad un panettone, spesso di bassa piacevolezza come lui.
Mentre lo assaggio mi chiedo perché non tutti riescono a produrlo più o meno così.
L’Asti Spumante, rispetto al Moscato d’Asti, è leggermente più alcolico (7% Vol. contro i 4,5/5 del “fratello”). Essendo spumante e non frizzante, ha bollicine più accentuate e gioca su un equilibrio gustativo armonioso ed elegante.
Assaggiamo poi il Moscato d’Asti “La Caudrina”, prodotto con selezione delle uve dei diversi vigneti aziendali, ha aromi floreali delicati, è vivace e frizzante naturalmente, con una grande freschezza data dalla sua autentica acidità.
Arriva poi “La Galeisa”, che prende il nome dall’omonima vigna da cui provengono le uve.

È Moscato d’Asti DOCG da uve Moscato bianco, come i suoi fratelli e come tutti i Moscati d’Asti e gli Asti Spumanti, tanto per non fare confusione.
Il colore della Galeisa è quasi dorato, i profumi complessi ed intensi, la dolcezza ben equilibrata, ricco di corpo, vellutato e cremoso.
Questo Moscato d’Asti, che viene imbottigliato non prima di marzo dell’anno successivo alla vendemmia, ha capacità di evoluzione longeve, addirittura di decenni.
Anche qui, provare per credere.
www.caudrina.it
Azienda Agricola La Caudrina di Romano Dogliotti
Viale Valle Bera 10 – Castiglione Tinella (CN)
Tel. 0141.855126
UN SALUTO E STATE ALLEGRI
POLDO
Sempre fatto con il tuo stile
Dirti bravo è poco….
Saluti dalla Romagna
Fabio
Sempre fatto con il tuo stile
Dirti bravo è poco….
Saluti dalla Romagna
Fabio
Dirti bravo è poco….
Saluti dalla Romagna
Fabio
Ciao, sono Carraro amico di Fabio Ceriani. Ho conosciuto Redento Dogliotti attorno al novanta. C’era anche Fabio e sono sempre stato un estimatore della Galeisa e della Caudrina.spero di rivederti presto.e ti auguro ogni bene
Presto ti richiamo in Romagna per il castrato