Se mi ami mi cerchi
Sono di ritorno dal Belgio passando per la Germania, una tappa nella Mosella è d’obbligo, luogo epico storicamente ricco di avventura.

Prende il nome dal fiume omonimo, un percorso d’acqua navigabile dall’atmosfera rilassante, sinuoso, ricco di insenature meravigliose poste tra i monti che ne rallentano il corso. Ai suoi lati è facile trovare vigneti terrazzati, con pendenze che arrivano al 70% da far impressionare anche quelli del Douro in Portogallo, uno su tutti il vigneto Brenner Calmot a Bremm. Sembrano sentinelle a guardia di una tranquillità oramai difficile da cogliere. Alcuni sembrano dovere precipitare da un momento all’altro.

Il territorio e il fiume
Zona viticola che si sviluppa in orizzontale, sulla parte orientale abbiamo il Reno, su quella occidentale, la Francia. Entrano in gioco anche due affluenti della Mosella, il Saar e Ruwer che fino al 2007 ne completavano il nome, Mosel-Saar-Ruwer. È il più rinomato distretto viticolo della Germania, oggi semplicemente Mosel.
I vigneti sono ricchi di ardesia grigia, blu, in alcune zone rossa, ricca di ferro. È pietra di lavagna, una particolare varietà di roccia metamorfica, formatasi in milioni di anni a seguito di trasformazioni strutturali causate da alte temperature e pressione. Sono lastre sottili e facilmente divisibili, piatte e leggere.

Con l’acqua piovana rilasciano potassio che viene assorbito dalle piante donando mineralità al vino.
Mittelmosel: il cuore della regione
La Mittelmosel, la zona centrale della Mosella, posta tra le città di Trittenheim e Erden, rappresenta il cuore della regione. Intere pareti di ardesia si affacciano sul fiume riflettendo enorme quantità di luce rimandata, creando uno dei luoghi vitati più luminosi.
Qui ci sono i grandi vigneti di prima classe superiore: Doctor – Domprobst – Wehlener – Graach – e produttori di chiara fama come Carl Loewen – Fritz Haag – J.J. Prüm – Dr. Loosen e Willi Schaefer.
La vigna difficilmente supera i 200 m slm.
Il regno del Riesling
Qui il riesling trova il suo habitat più confortevole, è un’uva sensibile e delicata, molto vigorosa, ideale per i lunghi appassimenti e per l’attacco agli acini della muffa nobile, causata da un mix di nebbia mattutina e ventilazione pomeridiana, ideale per la formazione della Botrytis cinerea, un fungo, alleato prezioso per alcuni vini complessi.

A differenza di quello che si possa pensare non è zona di grandi escursioni termiche, ciò nonostante i profumi di questi riesling sono incredibili, forse proprio a causa di questa ardesia. Vini che col tempo aumentano la loro complessità esprimendosi sempre più positivamente, sono di una finezza inarrivabile e possono resistere nel tempo per oltre 50 anni, a causa anche della loro decisa acidità che mai come qui fa rima con qualità.

Terroir e genius loci
Nel panorama enologico tedesco diventa complicato parlare di gusto tipico del riesling, molte sono le differenze che si riscontrano tra la Mosella e la Franconia, parte dell’odierno Land di Baviera, causa clima e terreno, parte integrante del concetto di terroir, principio tutt’altro che moderno, già lo avevano capito i romani chiamandolo genius loci, il genio, lo spirito del luogo.
Il riesling qui, è l’omaggio delle latitudini settentrionali e dei suoli vulcanici della Germania Sud-Occidentale.
In questo posto il riesling non è solo di colore giallo paglierino, ricco di freschezza e sapidità, con sentori di fiori o mela verde, pesca e lime, con acidità che in gioventù possono risultare “taglienti”, tutto questo anche in meno di 9% Vol.
Spesso ha bisogno di tempo in bottiglia per armonizzare le sue qualità impareggiabili. Durante questo periodo ci può dare sentori che ci portano al miele, al tartufo, note agrumate che si trasformano in sentori di erbe aromatiche, nei vini più evoluti incontriamo profumi che ci conducono all’albicocca secca, la pietra focaia, gli idrocarburi.
Sono aromi di formazione, complessi ed eterei. Ma ci vuole pazienza, un lungo periodo di letargo nel quale si confortano, in un enigmatico processo rielaborativo delle proprie componenti, dal quale rinascono fortemente modificati. Una personalità difficile, per palati ben allenati, spesso, sempre in meno di 9% Vol.
“Mi raccomando, non beveteli mai troppo freddi, se è possibile scaraffateli, cosa che è meglio non fare, malgrado quello che molti pensano, se sono molto evoluti. Il troppo ossigeno ricevuto di colpo, li potrebbe appiattire.”

Le bottiglie e le etichette
Sono confezionati nella classica bottiglia renana, qui solitamente di colore verde.
Le loro etichette spesso mettono in confusione il consumatore, ma contengono tutte le informazioni come, il nome del villaggio da dove proviene, il nome del vigneto, il produttore, l’alcool, e un indizio sulla dolcezza.
La classificazione di questi vini si basa sul quantitativo di zuccheri non aggiunti presenti nel vino che, effettivamente possono andare da zero a 200 g/lt. circa.
- Troken sta a significare vino secco
- Spätlese sta per vendemmia tardiva e struttura maggiore, possono essere secchi o leggermente dolci
- Auslese sono vini adatti all’invecchiamento
- Beerenauslese indica grappoli con muffa nobile
- Trokenbeerenauslese per volere bottiglie più uniche che rare. Vino da grappoli asciutti, da uva appassita, dolci, raffinati, favolosi, come il loro costo
- Eiswein, uguale a vini di ghiaccio da uve vendemmiate anche nel mese di gennaio, (in etichetta riporteranno comunque l’annata della maturazione)
Dal 2026 dovrebbero esserci ancora cambiamenti nella classificazione, ci potremo divertire con parole come: Deutscher wein (questa è facile); qualitäts und PrädiKats wein; Landwein; Orts wein; Einzellog Erstes Gewächs; Gro βes Gewächs.
Il mal di testa è assicurato.

A proposito di lettura dell’etichetta, il sommelier dell’albergo mi dice:
“Um die Wahrheit zu sagen, sind die etiKetten sehr Klar und sie sind der personalausweis des weins”
(a dire il vero le etichette sono molto chiare e sono la carta di identità del vino).
Sarà così ma: Auguri
UN SALUTO E STATE ALLEGRI
POLDO
Grazie Poldo! Bella lectio magistralis sulla Mosella, m’è venuta voglia di stappare una bottiglia e trinken ein glas token wein aus einzellog erstes gewächs, peccato che non c’è l’ho…