TUTTI SANNO CHE ESISTE. NON TUTTI SANNO COS’E’

14 Set , 2025 - Articoli

TUTTI SANNO CHE ESISTE. NON TUTTI SANNO COS’E’

Una mattina di qualche anno fa, con voce allarmata, mi telefona Simone.

“Buongiorno, ho tutte le mie api nei vostri vigneti, in mezzo ai filari dove l’erba è piena di fiori. Ho visto che state preparando i trattamenti per la vigna, le mie api potrebbero morire”.

Lo rassicuro che non si usano prodotti nocivi per le api, ma si sa, il mal di testa magari gli viene, poverine!

Fermi tutti!
Si spostano i trattamenti di qualche ora, prima falciamo l’erba, così le nostre amiche si spostano più in là.

Nasce così la nostra conoscenza. Questa mattina sono andato a trovarlo, nel frattempo ha messo in opera un piccolo Honey Rooms & Breakfast, insieme ad Elisa, sempre lì, dove ha il piccolo laboratorio del miele, a La Morra (CN) Frazione Berri.
📧 prenotazioni@avieapicoltura.it

Desidero passare qualche ora con lui, voglio mi spieghi bene quello che fa.


I TRATTAMENTI E LA VARROA

“Ogni zona ha il suo periodo di raccolta. Prima bisogna predisporre gli alveari a questa raccolta, solitamente si preparano da agosto in avanti, dopo l’aver terminato la raccolta dell’annata in corso, e si fanno i trattamenti sulle api.

ANCHE QUI TRATTAMENTI?
Si, trattamenti contro la Varroa, è un parassita esterno che attacca le api, se non fai il trattamento questo acaro ti porta l’alveare al collasso, lo riesci a vedere perché ha la forma di un piccolo dischetto rosso.

Quando le api chiudono le celle, lui si riproduce lì. In alta infestazione le api nascono con delle virosi, ad esempio le ali storte e non sono in grado di volare.

Io lavoro in regime biologico e questi trattamenti li faccio interrompendo la covata.

Prendo l’ape regina, la femmina feconda, mamma di tutte le api, la metto da sola in una gabbietta per 21/24 giorni per farla smettere di deporre le uova.

In questo periodo faccio un trattamento con acido ossalico gocciolato, un principio attivo naturale che non altera la salubrità e le qualità organolettiche del prodotto dell’alveare.

Bisogna credere nel biologico, lo si fa non tanto per un fattore lucrativo, perché poi non è così conveniente, diciamo che un po’ più di accesso alla vendita forse te lo dà. Lo fai perché sei convinto, il problema è l’aspetto burocratico sul biologico che è molto impegnativo.

Mi sono approcciato all’apicoltura nel 2017, nel 2018 ho preso i primi 5 alveari e nel 2021 sono diventato azienda. Oggi ho 100 alveari.


LA PRODUZIONE DI MIELE

Anni fa un alveare, spostandolo con nomadismo (trasferire gli alveari da una zona all’altra in funzione delle fioriture) poteva produrre anche 100 Kg. di miele in una stagione, oggi se va bene, vuoi per il clima o altro, arrivi alla metà, in certe annate anche solo 20 Kg. di miele.

Questi alveari da settembre ad aprile li tengo qui nelle Langhe.

A fine marzo inizia la fioritura del tarassaco, così in primavera posso già fare il primo miele dell’annata, può essere tarassaco puro o mescolato con il ciliegio, dipende dalla fioritura. Quest’anno è puro.

A maggio sposto gli alveari nella zona del Roero, al di là del fiume Tanaro, lì faccio il miele d’acacia.

In estate poi sposto tutto in montagna, fino ad un’altitudine di 1200 metri, le api hanno un raggio di battitura che arriva anche a 1500 metri di quota. La flora alpina mi dà un millefiori di montagna che è stato premiato più volte ai concorsi.

Queste api operaie in un giorno fanno molti viaggi, ma più lontano vanno meno producono, dipende dove trovano i fiori.

Pensa che un’ape quando individua il luogo ideale riesce a comunicarlo alle altre api dell’alveare facendo vibrare il suo addome ed inscenando una sorta di danza direzionale.
“Fantastico, queste sono le cose che mi fanno impazzire!”

Durante la stagione lavorativa l’ape vive un mese, praticamente muore a forza di lavorare.

Mentre, l’ape invernale, che nasce ad ottobre, è un’ape più robusta perché ricca di vitelogenina (una proteina che troviamo anche nel tuorlo d’uovo), poi si muove meno e dura circa sei mesi.

La regina poi, in inverno riposa e smette di deporre.


LE VARIETÀ DI MIELE

Come già detto il miele di tarassaco è il primo miele, è primaverile, ha un colore chiaro, non è un miele liquido, cristallizza velocemente, è un miele dolce, intenso di sapore, in apiario emana un profumo che non è piacevolissimo, una volta smielato dà aromi fantastici.

È difficoltoso da estrarre dagli alveari, proprio perché cristallizza rapidamente formando una pasta morbida e cremosa.

Sposto poi le arnie nel Roero e faccio il miele d’acacia. È il classico miele liquido, dolce, dal punto di vista aromatico è il più delicato, è quello più utilizzato in cucina per dolcificare in quanto non altera le caratteristiche della ricetta.

È il miele più richiesto, ma anche il più difficile da produrre perché il fiore dell’acacia è delicato e servono delle condizioni ambientali e meteo estremamente favorevoli.

Le arnie poi vengono spostate nuovamente, per produrre il millefiori di alta montagna, le porto a 1200 metri, le api poi volano fino a 1500 metri, qui non troviamo già più il castagno ma troviamo anche il rododendro che dà sapore al miele con le sue sfumature leggermente speziate.

Il miele di castagno lo produco in purezza nella zona un po’ più bassa, è un miele liquido, scuro, ambrato, ha una parte dolce ma è un miele parzialmente amaro.

Se lo vuoi totalmente “amaro” devi andare in Sardegna e trovare il corbezzolo.

Faccio anche il polline che raccolgo dal fiore, prevalentemente d’estate quando fioriscono i castagni. È un integratore multivitaminico, ha un gusto forte, io lo unisco allo yogurt, per chi fa sport è l’ideale.


LA VITA DELL’ALVEARE

Bene, abbiamo capito tante cose, adesso una visita agli alveari è d’obbligo.

L’alveare è un super organismo che funziona diversamente in base alla stagione e che può arrivare ad avere anche 60.000 api.

Albert Einstein pare sostenesse: un mondo privato delle api non avrebbe più di 4 anni di vita.
Forse è leggenda.

Mentre il problema del rischio di estinzione delle api è serissimo.


IL MIELE COME ALIMENTO

Il miele è un alimento ecologico, gustoso e prodigioso, che le api preparano spostandosi giornalmente su migliaia di fiori.

È fonte di componenti nutrizionali come potassio, calcio, magnesio e vitamine del gruppo B e C, ma non si pensi sia un farmaco, è un vero alimento ricco di sostanze biologicamente attive, ottimale per stare in forma senza farsi del male.

Le differenze tra un miele e l’altro sono la conseguenza dell’origine botanica, si possono così distinguere tra:

  • uniflorali, quando sono ricavati soprattutto da una specie vegetale
  • multiflorali, quando non domina un’unica origine

Questo piccolo viaggio, in questo grande mondo, per il momento è terminato.

Spero di avere lasciato un po’ di curiosità, e soprattutto un po’ più di rispetto per questo piccolo universo fatto da grandi lavoratrici.

In Italia ne consumiamo ancora troppo poco e spesso proveniente da paesi non così attenti come il nostro, miele di importazione che spesso viene sottoposto a processi di pastorizzazione ad alte temperature (quando va bene) per migliorarne la conservazione e l’aspetto.

Trattamento che può distruggere tutte quelle proprietà enzimatiche, vitaminiche e antiossidanti che sono le proprietà benefiche di questo nettare.

Se siete in zona andate a trovare Simone, un po’ di tempo ve lo dedicherà sicuramente.

📍 Avie Apicoltura Biologica di Simone Coppola
📧 info@avieapicoltura.it
📞 +39 3460903637


UN SALUTO E STATE ALLEGRI

POLDO

Autore


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *