Châteneufe-du-Pape Laurent Charvin 2020: una cena memorabile al “Vapore”

30 Giu , 2025 - Articoli,Degustazioni

Châteneufe-du-Pape Laurent Charvin 2020: una cena memorabile al “Vapore”

Châteneufe-du-Pape Laurent Charvin 2020. È questo il vino che ha impreziosito una delle serate più attese dell’anno. Come tutti gli anni, Paolino organizza una cena all’aperto per gli amici più stretti nel suo bellissimo e accogliente ristorante, il Vapore a Carobbio degli Angeli, nella bergamasca. E, come tutti gli anni, è arrivato l’invito.

Paolino è bravissimo, un grande coordinatore, e mette alla “frusta” il resto della famiglia per la buona riuscita della serata. Nell’attesa degli invitati taglia un salame—anzi, lo pela soltanto: il taglio del salame l’ho fatto io, che sono quasi bravo come lui. Fantastico, il miglior salame che io abbia mangiato in questa zona. Meraviglioso.

Sempre all’aperto, intanto, si prepara una sorta di paella con piccoli moscardini e verdure di vario genere, molto invitante e scenografica nella preparazione. La griglia è accesa, pronta a ricevere una serie di piccoli galletti, disposti in fila secondo una certa attenta coreografia. I profumi iniziano a diffondersi nell’aria, la sete incomincia a farsi sentire, la temperatura è calda ma non afosa: si sta benissimo.

L’ospitalità, che è sempre voglia di condividere, prende corpo nello stappare delle bottiglie, giusto in tempo per accogliere la paella di moscardini, di cui, in pochi minuti, non rimane neppure l’ombra. Il galletto già incalza, cotto alla perfezione e con quel profumo invitante che ti fa aumentare la salivazione.

E poi arriva lui: Ludovico, detto Lupo per gli amici, grande giocatore di rugby e anche lui invitato, apre una bottiglia di Châteneufe-du-Pape Laurent Charvin 2020. I ricordi mi riportano a quando ero ad Avignone: ci andavo non appena potevo.

Il Domaine Charvin nasce nel 1851, nel nord dell’appellazione Châteneufe-du-Pape, nel Lieudit Maucoil. Oggi l’azienda comprende 33 ettari lavorati in regime biologico. Una scelta definitiva che trova in cantina il suo radicale riassunto, con una vinificazione svincolata da additivi enologici: niente lieviti selezionati, niente enzimi, uso oculato dei solfiti.

Questo Domaine rimane fedele all’idea di macerazione a grappoli interi, non diraspati—una risoluzione sempre più fondamentale nella Châteneufe del XXI secolo, per mantenere la freschezza espressiva dei vini.

Il Châteneufe-du-Pape 2020 è frutto dell’assemblaggio di:

  • Grenache 80%
  • Syrah 7%
  • Mourvèdre 5%
  • Vaccarese 4%
  • Counois 4%

L’età media del vigneto è di circa 45 anni, con una resa per ettaro che non arriva ai 40 quintali di uva.

Il risultato? Un vino dai profumi intensi e complessi, dotato di grande eleganza. Si riconoscono i frutti di bosco, la ciliegia sotto spirito, avvolti da note speziate. Al gusto, anche un sorso leggero ti riempie la bocca: la componente tannica matura è ricca di freschezza, moderatamente astringente. La struttura del vino lascia il suo gusto per un tempo decisamente elevato e preannuncia una forte capacità di evoluzione e invecchiamento.

Col galletto, un connubio perfetto.

Questo è il riassunto del lavoro di vecchie vigne, un patrimonio valorizzato in cantina da un uomo attento.

Lo importa Sarfati di Milano e si può trovare in enoteca a circa 70€: non pochissimi, ma ben spesi.

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