Ogni terza domenica del mese a Nizza Monferrato c’è un bellissimo mercatino dell’antiquariato, con oltre 300 espositori, una visita è d’obbligo. Poi un salto a Colle Monte, famosa per gli infernot e gli addobbi floreali, un borgo bellissimo dove regna la tranquillità. Rimango in zona qualche giorno, colgo così l’occasione per visitare una cantina della quale conosco solo alcuni vini.

Cantina Sant’Evasio, alle porte di Nizza Monferrato. Porta il nome di una cappelletta sita nelle vicinanze votata a questo vescovo venerato come un santo, patrono di Casale Monferrato.
Non solo Barbera e Moscato, ma tanto altro ancora. La Barbera era il vino delle osterie che si beveva nei gotti, così si chiamavano i bicchieri in trattoria a quel tempo, allora la Barbera era molto più rustica di adesso. Oggi il suo ruolo è cambiato, è passato da un vino classificato solo quotidiano, troppo spesso privo di particolari pregi ad essere segnalato come il vino piemontese del terzo millennio, destinato a confrontarsi, in molti casi, con i mostri sacri dell’enologia al vertice delle classifiche internazionali.

Siamo nel Monferrato, o per meglio dire, in una parte del Monferrato. La storia l’hanno fatta aristocratici illuminati, marchesi e monaci, contadini costanti, legati alle loro colline e piegati dalla fatica. Borghi e Castelli ne dipingono un paesaggio contornato da vigneti, un territorio dove i fiumi ne tracciano i confini e colline dove l’uomo ha disegnato un territorio costellandolo di vigneti fin dove poteva.

Arrivo in cantina, ad accogliermi Emanuela Lacqua, perfetta padrona di casa, assieme al fratello e aiutati dall’esperienza del padre portano avanti questo progetto iniziato dal nonno negli anni 60. Il tutto si trova in un contesto della tranquillità ambientale invidiabile. Come già detto tutto è partito dal nonno Carlo negli anni 63/64 quando comprò, prima una cascina adiacente, in quanto quella attuale non era in vendita. A quei tempi in cantina si utilizzavano prevalentemente vasche di cemento, si facevano solo poche bottiglie, il vino, prevalentemente veniva venduto sfuso ad altre aziende oppure in damigiana a consumatori privati. Barbera, Dolcetto, Grignolino, Freisa, i classici vini locali che a quei tempi molti si imbottigliavano a casa. Oggi gli spazzi che servono per gestire le damigiane privatamente spesso non ci sono più, ed ecco allora il pratico utilizzo di bag in box da 3 o 10 litri in sostituzione del laborioso lavoro che dà la damigiana. Alla bottiglia che esce vestita dalla cantina rimane un fascino unico che rende il vino apparentemente ancora migliore.

E così, si incomincia ad assaggiare, si inizia con il Due Bolle, uno spumante Charmat lungo, da uve Arneis, morbido e molto piacevole, ben fatto, poi si assaggia un’ Alta Langa 2021, prevalentemente Pinot Nero con un 20% di Chardonnay, uno spumante metodo classico che si chiama Gemma, dal nome della nonna, donna di stampo che amava potare. E’ uno spumante che non ha particolari complessità ma è corredato di tutte quelle componenti organolettiche che lo rendono fine, elegante e decisamente piacevole.

Si prosegue con un piacevolissimo Nebbiolo affinato in vasche di acciaio, si arriva poi ad una serie di Barbera prodotte in varie declinazioni, dall’affinamento in vasche d’acciaio, alla maturazione in botti grandi da 25 ettolitri, come il Barbera d’Asti DOCG Superiore, ricco di corpo ed elegante nelle sue note evolutive, una Barbera dal carattere autenticamente e trionfalmente piemontese. Si arriva al Nizza DOCG, le uve Barbera arrivano dal culmine più alto della collina di San Nicolao a circa 270 m Slm.

Il mosto viene fermentato in serbatoi d’acciaio e successivamente, il vino viene messo a maturare in barriques e botti da 20 Hl in rovere per 24 mesi, segue un ulteriore affinamento per 2 anni in bottiglia prima di essere messo sul mercato. Nasce così un vino dal carattere complesso, ricco di frutta e delicate note speziate e minerali. Una Barbera dall’elevate qualità organolettiche di grande eleganza e piacevolezza, dalla moderata complessità con buona finezza. Si termina con un ottimo Moscato d’Asti, dolce ma non stucchevole, fresco, equilibrato nell’acidità non aggressiva, perfetto con le paste dolci lievitate.

E’ ora di rientrare, contento di avere trovato una realtà, forse semplice ma molto vera.
0141.726259
UN SALUTO E STATE ALLEGRI
POLDO
Bravo Giorgio