Questa mattina mi sono alzato insolitamente tardi. L’occhio ancora leggermente annebbiato dal lungo lavoro notturno.

Mi affaccio sul terrazzo del Wine Hotel Retici Balzi, il mio preferito: un’abbondante e coccolata colazione e il risveglio è assicurato. www.hotelreticibalzi.it
Già che sono da queste parti decido di andare verso Stazzona (SO) a trovare Filippo, anche lui era con me al lavoro notturno. Assieme al fratello Francesco ha aperto da tempo Orterie in via Giambonelli 16 a Villa di Tirano (SO) – 0342.795050 – info@orterie.it.
Si trova un’enoteca vineria ben fornita; nelle sale a fianco la famiglia gestisce quattro camere e un ristorante vegetariano/vegano dove la tradizione giapponese (proposta da Rie Otsuka, che a dispetto degli anni che passano lei è sempre uguale) si incontra con la valtellinese.



La cantina e l’enoteca sono fornitissime, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Tra le proposte, un’ampia selezione dei vini di varie annate di Walter Massa, molti a base uva Timorasso. Lì vicino fa un timido capolino una bottiglia di mosto parzialmente fermentato, Anarchia Costituzionale 2024. Non l’ho mai assaggiata. La voglio provare!
Walter Massa, se l’hai conosciuto non lo puoi scordare. Dinamico, dallo sguardo che non dimentichi, sembra nervoso ma è solo appassionato, difensore assoluto del suo territorio. Sta a Monleale (AL) a Vigneti Massa, cantina fondata dai suoi antenati nel 1879, che lui conduce dal 1978 (www.discoverderthona.it).
Ha sicuramente il merito di avere rilanciato il territorio, che era assopito da tempo. Pioniere indiscusso del Timorasso dei Colli Tortonesi.


Ma torniamo al vino.
È parzialmente fermentato, da uve Moscato bianco, che poi sono le uve per il Moscato d’Asti, di Canelli o per l’Asti spumante e di altri moscato e moscadelli.
Non è il Moscato d’Alessandria (inteso come Alessandria in Egitto) dello zibibbo siciliano, non è il Moscato giallo per il Fior d’Arancio, tanto per intenderci.
Ha colore giallo intenso con sfumature dorate, avvolto da piccole bollicine che lo rendono cremoso. Profuma di frutta a polpa bianca leggermente surmatura, ha note floreali di gelsomino e biancospino, è decisamente aromatico. Si mostra con profumi alternati a geranio, agrumi, toni leggeri di vaniglia, è elegante.
Vino dolce ma non stucchevole, la presenza di acidità lo rende equilibrato, è di elevata struttura e persistente al gusto, dove rimangono richiami alla rosa, alla salvia e alla mela.
La leggera presenza alcolica (5% Vol.) è l’ideale per un dolce fragrante a pasta non troppo morbida, ancora di più per il giorno dopo una grande fatica notturna. Servito a 6/7°C è perfetto. 15€ ben spesi.
E come dice qualcuno: un vino per chi non usa solamente gli occhi.
Un saluto e state allegri
Poldo
